Servizi Sociali Parrocchiali

Servizio Caritas


Gli incaricati della Caritas sono presenti presso i locali della Casa degli Angeli

(Porto Valtravaglia - via Roma - ingresso dal cancello davanti alla chiesa)

dalle 16 alle 17 nei giorni indicati sull'avviso

affisso alla bacheca in piazza della chiesa di Porto e di Domo.

Martedì 5 settembre


Informazioni

338-4792766 (Arcangelo Calloni)

334-9974576 (Camilla Fantoni)

340-5743775 (Emma Porta)


Progetto Caritas Ambrosiana
per la realizzazione di una Casa Famiglia in Albania

(progetto aperto per tutto il 2017)

Obiettivi del progetto: Sostenere l'avvio di una casa famiglia per ragazze adolescenti nella Diocesi di Lezhe in Località Blinisht-Gjader (Albania) denominata "Casa Famiglia Rosalba".

Contesto: Nel 1995 un gruppo di giovani di Gjader fortemente sostenuti dalla loro comunità parrocchiale e dalle suore Maestre Pie Venerine, hanno cercato di dare una prima risposta al forte disagio sociale della loro zona. Era un periodo tragico, tante ragazze sparivano, venivano rapite, ingannate e vendute per essere sfruttate all'estero. Per ovviare a questa tragica problematica hanno pensato ad un'azione di informazione strutturata radicalmente sul territorio per far prendere coscienza alle ragazze e alle loro famiglie dei pericoli che avrebbero potuto correre. Dopo qualche anno è stato inaugurato un centro giovanile aperto solo durante il giorno per un sostegno scolastico; infine da gennaio 2015 è stata aperta una casa di accoglienza per le giovani in difficoltà.
Descrizione Progetto:
Le suore Maestre Pie hanno costruito una struttura per le giovani del luogo. Attraverso alcune borse di studio, l'acquisto di alcuni computer, strumenti musicali e un adeguato impianto sonoro, vorrebbero non solo accogliere le giovani, ma soprattutto aiutarle a riscoprire la loro dignità, la consapevolezza delle loro capacità e delle loro risorse, reinserendole all'interno del percorso scolastico e avvicinandole al mondo del lavoro.
Obiettivi Specifici:
- Aiutare le ragazze a riscoprire la propria identità e dignità, la consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie risorse e la possibilità di rielaborare e dare senso alla propria storia personale
- Reinserire le ragazze all'interno di un percorso formativo scolastico e al mondo del lavoro attraverso la frequenza di corsi , accompagnandole a costruire relazioni amicali sane con tutti.

Organismo titolare del progetto: Suore Maestre Pie Venerine
Partners: Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria e Caritas Ambrosiana
Data INIZIO Progetto CARITAS Ambrosiana: 01/01/2016 - Data FINE: 31/12/2017
Budget totale: 12000,00 € a totale carico della CARITAS Ambrosiana


Chi avesse a casa sedie a rotelle, stampelle ed altro materiale analogo non più usato e volesse donarlo alla Parrocchia, gliene saremo grati. Il materiale può essere consegnato direttamente ai locali Caritas di Porto.

Chi avesse a casa piccoli elettrodomestici (tostapane, scaldavivande, miscelatori, frullatori, ovviamente funzionanti anche se usati etc... - non macchinette del caffè), sedie a rotelle, stampelle ed altro materiale analogo non più usato e in buone condizioni e volesse donarlo alla Parrocchia, gliene saremo grati. Il materiale può essere consegnato direttamente ai locali Caritas di Porto.


"Chi salva una sola vita, salva il Mondo intero"
Non solo chi abita in città o ci va per ragioni di lavoro, d'affari, o semplicemente per delle compere, sa che esiste un mondo emarginato - drammaticamente reale - fatto di persone di ogni età e Paese che vivono all'addiaccio. Una condizione che solo talvolta è frutto di una cosciente scelta di "libertà", ma più frequentemente è subita, perché un concatenarsi di eventi dolorosi - voluti o non voluti - non lascia altra possibilità che il dormire in strada nei cartoni, anche se il termometro scende sotto lo zero e l'aria gelida sferza da ogni parte. Non solo chi frequenta le città ha coscienza di questa sofferenza che patisce un uomo o una donna in carne ed ossa come lui; perché anche la televisione ne parla e li mostra nella loro realtà. Accade così tante volte che quasi riusciamo ad abituarci, a non provare più empatia e vera compassione; un po' come accade per le carestie, le guerre e gli attentati in Paesi lontani dai nostri.
E se l'assuefazione è la norma - se è normale perdere interesse per ciò che non è più una novità o perché è un qualcosa molto distante da noi - ciò non significa che queste tragedie non accadano sul serio o che siano meno vere le sofferenze delle vittime. Certo, noi non possiamo fare tutto, non possiamo interessarci a tutto. Sarebbe impossibile; e chi dice che non è vero che è così, mente o vive felicemente sulle nuvole ignorandole ordinarie dinamiche dell'animo umano. Le criticità sono molte, le risorse di ciascuno di noi - in ordine al tempo libero da offrire e alle disponibilità economiche - non sono inesauribili. Noi, da soli, non possiamo aiutare tutti e in qualunque luogo. Non possiamo farlo se non con lo straordinario strumento della "Preghiera".
Tuttavia, non sempre è così facile risolvere tutto con la sola preghiera. Dio - non sappiamo ancora bene il perché - raramente interviene con un "miracolo" per raddrizzare le cose e risolverle. Perciò, il più delle volte, la preghiera - seppur strumento potentissimo - non basta. In un detto ebraico - ripreso sapientemente da Sant'Ignazio di Loyola, il fondatore dei Gesuiti - si dice di: "pregare come se tutto dipendesse da Dio, e di agire come se tutto dipendesse da noi."
Oltre ad essere un principio strettamente ebraico, è anche la quintessenza dell'agire cristiano. Preghiera ed Azione non devono essere disgiunti; al contrario, devono tenersi insieme per realizzare un mondo più giusto, nonostante i molti che remano al contrario e i più, che pensano ai fatti propri e solo ai propri interessi. Divagazioni a parte, davvero con le nostre sole forze, con la nostra disponibilità, con i nostri soldi, non possiamo aiutare tutti raggiungendoli ovunque. È una cosa impossibile, indipendente dalla nostra buona volontà e dai nostri slanci di generosità.
E allora? Cosa si dovrebbe fare? …Forse rinunciare perché tanto tutto è inutile?
Certo che no! Ci mancherebbe altro che ammainassimo il nostro essere cristiani caritatevoli per la manifesta incapacità di fare tutto il bene possibile e di salvare tutti! Per risolvere la questione, ci viene ancora una volta in aiuto un detto ebraico che è diventato patrimonio comune dell'umanità. Di sicuro lo conoscete; quantomeno lo avete sentito citare molte volte. Il detto è questo: "Chi salva anche una sola vita, salva il Mondo intero." È un proverbio meraviglioso che ci fa recuperare l'importanza irrinunciabile ed unica del nostro agire, anche quando c'accorgiamo che il nostro adoperarci per gli altri - il nostro fare il bene - è un "quasi niente" se paragonato a tutto il dolore del Mondo.
…Ma chi salva una sola vita salva il Mondo intero; perché se davvero ciascun uomo e donna si mettesse a salvare una vita, il Mondo sarebbe davvero salvo: dalla fame, dallo stato di bisogno, dalla costrizione, dalla povertà, sia materiale che morale. Questa è di per sé una buon notizia. Il bene che noi compiamo, ciò che noi doniamo - anche se ci pare ben poca cosa - non è "il nulla", è anzi "il molto" perché contribuisce a salvare almeno una vita e perciò a salvare il Mondo intero.
E per farlo bene ci si organizza, si creano enti e fondazioni, si cerca di arrivare dappertutto: a cominciare da chi abita vicino a noi, nei nostri paesi, sulle rive del nostro meraviglioso Lago.
Da noi c'è la Caritas: il Gruppo Caritas della nostra Unità Pastorale. …
La Caritas - la nostra Caritas - è fatta di persone pronte a collaborare con noi per salvare almeno una vita e, in quella vita, il Mondo… il Mondo intero!


Caritas 2017: prospettive

Siamo entrati in un nuovo anno che si prospetta ricco di appuntamenti e d'impegni per il nostro Gruppo Caritas che rinnova i suoi sforzi per essere espressione meravigliosa dell'aiuto che la Nostra Comunità Pastorale - con slancio, discrezione e gratuità - offre a coloro che ne hanno bisogno. E' un'azione di attenzione e di prossimità che nasce da un condiviso spirito altruistico che fonda i suoi ideali e la sua spinta al ben agire nelle Parole di Gesù che è fonte di Speranza per ogni Uomo e Donna del Mondo, anche nelle situazioni più difficili.
Undici sono le famiglie che nel decorso anno hanno potuto contare su di un aiuto molto concreto - ma sarebbe giusto dire vitale - in provviste alimentari, vestiario, conforto, solidarietà. E consentitemi di sottolineare che, per una popolazione non numerosa come lo è quella della nostra Comunità, è un cifra significativamente rilevante.
Le situazioni difficili, critiche, a volte persino estreme, di chi ha perso il lavoro, di chi non lo trova in modo stabile e di coloro che non possono contare su alcun tipo di guadagno, interpellano la coscienza di chi ha la fortuna di possedere il necessario per vivere in modo sobriamente agiato, in modo sufficientemente decoroso. E, al di là della risposta che singolarmente ognuno di noi può dare, occorre sapere che c'è l'opportunità di organizzare con scrupolo e in maniera mirata gli aiuti attraverso la Comunità Credente di cui facciamo parte. Una Comunità, una Chiesa, che agisce - come fossimo noi stessi in prima persona a farlo - nel nome del "Grande dono della Carità". "Dono della Carità!" perché, se ci pensiamo bene la Carità, prima ancora che un qualcosa che noi offriamo agli altri è un dono di Bontà che noi facciamo alla nostra Anima che si sente appagata e ricompensata per l'aver fatto qualcosa per qualcuno che ne ha bisogno.
Consentitemi una citazione. Non è una delle solite citazioni che ascoltiamo sovente in situazioni come queste e vorrebbe essere una novità, una "Nuova Prospettiva di Carità". La citazione è questa "Quanto più l'uomo sentirà la propria vita come compito, tanto più essa apparirà significativa." E'di Viktor Frankl, uno medico Ebreo che ha sofferto lunghi anni di detenzione nei campi di sterminio nazisti e che ha visto scomparire nelle camere a gas la madre e l'amatissima moglie. Il centro della Vita Umana è il "Senso della Vita". Un senso della Vita che alimenta la Speranza, una Speranza che deve essere alimentata, tenuta in vita anche nelle situazioni più estreme e disperate perché, ciascun uomo o donna in qualsiasi situazione sia e ovunque viva, ha ricevuto da Dio un compito: una Missione che nessun altro può svolgere se non lui.
Ecco, allora il "mandato"che potrebbe essere affidato per quest'anno al Gruppo Caritas che agisce in corresponsabilità con ciascuno di noi per l'aiuto di chi vive nella difficoltà, non solo materiale, ma anche spirituale e psicologica che ne deriva, è proprio questo: "Dare un senso alla vita di chi sta peggio! Diffondere la Speranza che nasce dal senso dell'esistenza come compito da assolvere fino in fondo!"
Bene! Se davvero questo "Lavoro" questa "Missione" cui adempiono i nostri Amici della Caritas ci sembra importante, aiutiamoli con la preghiera, con parole d'incoraggiamento e d'interessamento su ciò che fanno… E se possiamo, di volta in volta, con un piccolo aiuto materiale. L'ho detto più volte: "Anche una sola scatoletta di tonno o di fagioli fa la differenza se offerta da tutti!"
SHANA' TOVA'! - Buon Anno!


Papa Francesco e la Carità

Riportiamo uno stralcio dell'intervista che il Santo Padre Francesco ha rilasciato al periodico "Scarp de' tenis", mensile della strada, progetto editoriale e sociale sostenuto da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana lo scorso 28 febbraio. L'intervista è stata realizzata in preparazione della visita del Papa nella diocesi di Milano il 25 marzo 2017:

In passato tutto il mondo ha scritto delle scarpe del Papa, scarpe da lavoratore e camminatore e recentemente i media sono rimasti sorpresi, e hanno raccontato, del Papa che è andato in un negozio per comprarne un paio nuove. Perché tanta attenzione? Forse perché oggi si fatica a mettersi - come Scarp de' tenis invita a fare - nelle scarpe degli altri?
È molto faticoso mettersi nelle scarpe degli altri, perché spesso siamo schiavi del nostro egoismo. A un primo livello possiamo dire che la gente preferisce pensare ai propri problemi senza voler vedere la sofferenza o le difficoltà dell'altro. C'è un altro livello però. Mettersi nelle scarpe degli altri significa avere grande capacità di comprensione, di capire il momento e le situazioni difficili. Faccio un esempio: nel momento del lutto si porgono le condoglianze, si partecipa alla veglia funebre o alla messa, ma sono davvero pochi coloro che si mettono nelle scarpe di quel vedovo o di quella vedova o di quell'orfano. Certo non è facile. Si prova dolore, ma poi tutto finisce lì. Se pensiamo poi alle esistenze che spesso sono fatte di solitudine, allora mettersi nelle scarpe degli altri significa servizio, umiltà, magnanimità, che è anche l'espressione di un bisogno. Io ho bisogno che qualcuno si metta nelle mie scarpe. Perché tutti noi abbiamo bisogno di comprensione, di compagnia e di qualche consiglio. Quante volte ho incontrato persone che, dopo aver cercato conforto in un cristiano, sia esso un laico, un prete, una suora, un vescovo, mi dice: "Sì, mi ha ascoltato, ma non mi ha capito". Capire significa mettersi le scarpe degli altri. E non è facile. Spesso per supplire a questa mancanza di grandezza, di ricchezza e di umanità ci si perde nelle parole. Si parla. Si parla. Si consiglia. Ma quando ci sono solo le parole o troppe parole non c'è questa "grandezza" di mettersi nelle scarpe degli altri.

Molti si domandano se è giusto fare l'elemosina alle persone che chiedono aiuto per strada; lei cosa risponde?
Ci sono tanti argomenti per giustificare se stessi quando non si fa l'elemosina. "Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?". Un bicchiere di vino è l'unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto che cosa fai tu di nascosto? Tu quale "felicità" cerchi di nascosto? O, al contrario di lui, sei più fortunato, con una casa, una moglie, dei figli, cosa ti fa dire "Occupatevi voi di lui". Un aiuto è sempre giusto. Certo non è una buona cosa lanciare al povero solo degli spiccioli. È importante il gesto, aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le mani. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano. Come si può educare all'elemosina? Racconto un aneddoto di una signora che ho conosciuto a Buenos Aires. Mamma di cinque figli (a quel tempo ne aveva tre). Il papà era al lavoro e stavano pranzando, sentono bussare alla porta, il più grande va ad aprire: "Mamma c'è un uomo che chiede da mangiare. Cosa facciamo?". Tutti e tre, la più piccola aveva quattro anni, stavano mangiando una bistecca alla milanese, la mamma dice loro: "Bene, tagliamo a metà la nostra bistecca". "Ma no mamma, ce n'è un'altra" dice la bambina. "È per papà, per questa sera. Se dobbiamo donare, dobbiamo dare la nostra". Con poche semplici parole hanno imparato che si deve dare del proprio, quello di cui non vorresti mai separarti. Due settimane dopo, la stessa signora andò in città per sbrigare alcune commissioni e fu costretta a lasciare i bambini a casa, avevano i compiti da fare e lasciò loro la merenda già pronta. Quando tornò, trovò i tre figli in compagnia di un senzatetto a tavola che stavano mangiando la merenda. Avevano imparato troppo bene e troppo in fretta, di certo era un po' mancata loro la prudenza. Insegnare alla carità non è scaricare colpe proprie, ma è un toccare, è un guardare a una miseria che io ho dentro e che il Signore comprende e salva. Perché tutti noi abbiamo miserie "dentro".


LA CARITA' PERDONA, LA CARITA' SI ADATTA
SI DONA SENZA SOSTA CON GIOIA ED UMILTA'

Nel versetto di questo inno, il compendio del significato di "carità"

LA CARITA' PERDONA …non siamo noi a dover perdonare , ma Dio; è nostro però il dovere di non portare rancore per qualche sgarbo ricevuto, bensì cercare di capire il motivo di quell'offesa immedesimandoci nella persona che riteniamo colpevole e cercando, per quanto possibile, di comprendere le sue ragioni.
…LA CARITA' SI ADATTA… infatti non esiste uno schema prefissato per praticare la carità. Dobbiamo accostarci ad ogni persona con uno spirito diverso, adattandoci all'indole e alla personalità di ciascuno, quello che va bene per una persona potrebbe nuocere ad un'altra. A noi il compito di scegliere il miglior modo di approccio per quell'aiuto che intendiamo dare.
…SI DONA SENZA SOSTA…non è nel singolo atto che ci dobbiamo sentire gratificati, ma il nostro contributo deve essere continuativo nel tempo. Non è con un aiuto sporadico che riusciremo a farci sentire vicini ai nostri fratelli bisognosi, bensì nella quotidianità e nelle piccole cose che esprimeremo pienamente la nostra carità.
…CON GIOIA… elemento fondamentale della carità è la gioia. E' col sorriso infatti che dobbiamo avvicinarci ai bisognosi per offrire loro il nostro cuore, accogliendo con gioia le loro confidenze che saranno tanto più spontanee quanto più noi riusciremo a trasmettere gioia.
…ED UMILTA'… non vantiamoci mai del bene fatto! Aiutando le persone bisognose i non facciamo altro che distribuire un po' di quei talenti che noi abbiamo ricevuto e che dobbiamo far fruttare.


E' NATO PER NOI UN BIMBO…

Martedì 19 luglio è stato un giorno che ricorderemo a lungo. Sapevamo che Anna era ricoverata in ospedale per il parto e la mattinata era trascorsa con un po' d'ansia: "…Perché Matteo non chiama? ...Speriamo non stia succedendo nulla di preoccupante...." Poi, finalmente, alle 14,15 è arrivata la telefonata: "E' nato Alessio! Mamma e bimbo stanno bene!" Abbiamo sospirato sollevate e a quel punto è partito il tam-tam di telefonate: in pochi minuti sono state avvertite tutte le persone coinvolte in Caritas. Eravamo tutte emozionate: ognuna di noi si è trovata a rivivere momenti già vissuti per la nascita dei propri nipoti. E' stato un momento di grande condivisione che abbiamo esteso anche ai nostri assistiti. Abbiamo appeso il fiocco nei locali Caritas e alcune cicogne e ogni persona che entrava, vedendole, ci chiedeva: "Allora è nato? Tutto bene? Tante congratulazioni ai genitori!!" ....È stata una gioia che ha "contaminato tutti. Abbiamo ricevuto le prime foto e i primi video che in breve sono stati"girati"ad amici conoscenti:a tutti coloro che sapevamo avere a cuore questa famiglia in crescita.
Alessio è un bimbo bellissimo che con la sua presenza renderà felici molte persone! Il momento più emozionante è stato quando Anna ha detto: "Dai nonna! Prendi in braccio tuo nipote!" …E' scesa una lacrima per quel gesto generoso e inaspettato. Anna ha voluto condividere la sua gioia con coloro che avevano mostrato attenzioni ed affetto per lei e il suo bimbo.
Alessio è un bimbo fortunato perché è attorniato da tante persone che gli vogliono bene e pensiamo che i suoi parenti lontani saranno più sollevati di sapere in quale bella realtà vivono Anna e Matteo...e ora, anche il piccolo Alessio. Ora da "nonne" ci aspetta un grande compito: sostenerli, offrire con discrezione il nostro aiuto e qualche consiglio perché, come ben sappiamo, i dubbi che assillano le neomamme sono molti: "Sta bene? Perché piange? Avrà mangiato abbastanza?...."
Ora desideriamo comunicare la nostra gioia a tutta l'unità pastorale affinché Alessio e i suoi genitori si sentano attorniati da persone che sono disposte a condividere con loro: fatiche, emozioni, problemi…
E' solo l'inizio di un percorso che certamente arricchirà le persone che si lasceranno coinvolgere perché scopriranno che c'è più gioia nel dare che nel ricevere …Parola di nonne Caritas!!!


CENTO VOLTE TANTO

Se qualcuno ci chiedesse: cosa si fa in "Caritas"? la risposta "di getto" sarebbe: si distribuiscono cibo, scarpe, lenzuola... Tutto ciò che serve alle persone nella quotidianità. Se però ci soffermiamo un po' ci accorgiamo che questa è solo una parte e a volte neppure la più importante perché quando incontriamo le persone entriamo un po' nelle loro vite: "come stai, come sta tuo marito, i tuoi figli, i genitori e parenti lontani" e spesso nelle loro risposte notiamo nostalgia, preoccupazione tristezza. È bello quando possiamo condividere la loro gioia per qualcosa che li rende felici, ma è successo di condividere momenti dolorosi per loro.
Il pianto disperato di una figlia che aveva perso la mamma in modo drammatico e alla quale poteva non dare l'ultimo saluto, fu un'esperienza che ci segnò molto: ci sentimmo impotenti di fronte a quella tragedia e la abbracciammo quasi a voler portare anche noi un po' di quel carico di dolore. Fu indescrivibile l'emozione che provammo quando la mamma di una bimba appena nata ce la porse perché la tenessimo tra le nostre braccia: sentimmo di volerle bene come ad una nipote. Fu un grande gesto di condivisione; avevamo seguito la mamma in gravidanza e in quel modo ci ringraziava: voleva condividere con noi la gioia più grande. Sono piccoli gesti ma dal grande significato. Ci fanno capire che sono PERSONE che portano con loro gioie e sofferenze e siamo chiamati a farne parte condividendo la quotidianità. Ciò che ci sprona ad andare avanti è che spesso siamo noi che riceviamo molto di più di ciò che diamo in termini di umanità. Entrano nelle nostre vite: "come sta, come sta tuo marito, i tuoi figli, i nipoti, mi dispiace per la morte di tuo papà..." sono attenzioni che aiutano anche noi a superare certi momenti di difficoltà. Aprire la porta di casa e vedere un nostro assistito che è venuto a trovarti avendo saputo che non stai bene,ci fa capire che si è costruito qualcosa di bello, dal profondo significato umano e che, pur appartenendo a culture diverse, siamo accomunati dagli stessi valori: famiglia, affetti, gratitudine, generosità e troviamo anche la corresponsabilità. Sono momenti di gioia impagabili che comunque danno un significato ed un senso ad un impegno. Far parte della Caritas vuol dire entrare in un mondo nel quale i valori della donazione, della condivisione, dell'amore fraterno, sono il cibo di cui ci si nutre e che ripagano "CENTO VOLTE TANTO".

(luglio 2016)


LA BUONA BATTAGLIA DELL'ESERCITO DEL BENE

È un "Esercito" silenzioso, discreto, armato di buone motivazioni e di buone opere. È l'Esercito delle Donne e degli Uomini della Caritas. I suoi Ufficiali, i suoi Sergenti, i suoi Soldati, sono reclutati fra coloro che hanno un preciso obiettivo da raggiungere: il Bene di tutti e, soprattutto, di coloro ai quali nessuno vuole bene. Dobbiamo essere grati alla Caritas che ogni giorno combatte in prima linea per ciascuno di noi e per le nostre Parrocchie, le "Buone Battaglie" della Misericordia. Infatti, nel suo significato autentico, profondo, vero, la parola "Misericordia" significa un Cuore che non solo si commuove, ma fa tangibilmente qualcosa, agisce, va in soccorso di qualcuno. Non solo ha compassione, ma concretamente fa qualcosa: pesta soccorso. Come ad esempio, il Buon Samaritano che non solo ha pena per l'uomo assalito dai briganti, ma fa tangibilmente qualcosa di importante: lo aiuta in ogni modo. Oppure, ancora, la vicenda di San Maritino che, in pieno inverno - incontrato un povero, infreddolito - non esita a tagliare il proprio mantello per darne metà a chi ne ha bisogno per coprirsi. Ebbene, proprio questo fanno le Donne e gli Uomini della Caritas, questo "Esercito" del Bene: motivato, pacifico, sempre pronto ad intervenire dove ce n'è bisogno.
L'Esercito delle Donne e degli Uomini della Caritas è un prezioso tesoro per la Chiesa. È un Dono di Carità Disinteressata, di Giustizia e di assenza di scandali e di egoismi. La Caritas è un concreto esempio di come sia realmente possibile vivere meravigliosamente i Valori Evangelici insegnatici dal nostro Maestro, il Signore Gesù.

(giugno 2016)


"IL BENE CHE CI COMMUOVE"

La nostra Caritas è anche questo: esperienza bella che scalda il cuore e che ripaga in modo sovrabbondante quel tanto o poco che viene gratuitamente fatto in favore di chi ne ha veramente bisogno.
Perciò ecco la testimonianza, vera, autentica e reale, di ciò che accade in quel meraviglioso mondo che è la Caritas - e in questo caso - proprio della Caritas della nostra Unità Pastorale di Porto e Domo. La riporto così come mi è giunta affinché nulla vada perso della "spontanea freschezza" e della "commossa gioia" delle nostre volontarie:

"…Ora darò una bellissima notizia: ieri una ragazza che assistiamo è venuta a ritirare il pacco ma prima è passata nel locale adibito a deposito di vestiti e tutto ciò che è "no food".
Ci siamo salutate,aveva un'aria raggiante e noi da "brave nonne - mamme" ce ne siamo accorte subito. Le abbiamo chiesto se andava tutto bene. Lei, la chiamerò Anna, è arrossita e ci ha comunicato che lei e suo marito, che chiamerò Matteo, avranno un bambino. E' scattato un evviva unanime:ci siamo sentite tutte un po' zie e nonne di questo bambino che è un maschietto.
In un mondo dove sembra che odio e violenza abbiano il sopravvento vediamo anche l'amore, la vita che continua con forza. Sono però qui con il " magone " perché penso ai loro zii e nonni veri lontani che lo potranno vedere solo di tanto in tanto.
Le abbiamo già offerto culla e passeggino e le terremo da parte ciò che serve a un neonato e le abbiamo offerto la nostra disponibilità se ne avesse bisogno.
Sentiamo Anna un po' come nostra figlia: è giovane e lontana dai suoi cari in un momento così particolare della sua vita.
Desideriamo mettere a conoscenza tutta la nostra comunità di questa bella notizia nel segno della "condivisione" perché penso che ciò farà sentire un po' meno soli i genitori e, quando nascerà il bambino, ci potremo sentirci tutti zii e nonni nel segno dell'accoglienza. Buona giornata!!!"

Cose così belle accadono davvero e ravvivano in noi tutti la fiducia e la certezza che il Bene c'è, eccome!
E' davvero bello sapere che ci sono persone, come le nostre amiche della Caritas che creano con discrezione passione il Bene.
…Magari fossimo tutti così! …Potremmo anche cambiare il Mondo per davvero!

Shalom! Luca
(maggio 2016)


Cosa ci si aspetta dalla Caritas Parrocchiale?

Per definizione la Caritas Parrocchiale è l'organismo pastorale istituito all'interno della Comunità Parrocchiale, costituito da una o più persone nominate dal Parroco, che lo affiancano nella cura e nella realizzazione di un progetto di carità e misericordia.
In conclusione cerca di conoscere le povertà in modo concreto, con un puntuale monitoraggio dei bisogni all'interno della Comunità, collaborando, ove possibile, con i servizi sociali comunali.
Non sempre però, i singoli operatori Caritas riescono a conoscere i bisogni di tutte le persone appartenenti al territorio di competenza della parrocchia stessa, risultando, forse, carenti nell'assistenza.
Da qui nasce la richiesta di noi operatori di una collaborazione discreta da parte di tutti voi nella segnalazione di eventuali casi bisognosi di cui il parroco o il comune non sono a conoscenza.
Ci aiuterete così a compiere al meglio la nostra azione sul territorio, creando una rete di relazioni che sempre più ci porteranno ad essere una Comunità coesa volta a mettere in pratica gli insegnamenti di Papa Francesco.
Grazie a tutti per la collaborazione che comunque offrite con il costante dono di abiti usati, biancheria da casa e alimenti… e soprattutto della vostra preghiera che ci è di grande sostegno.
Anche per questo mese non è necessario donare pasta e riso. Sempre ben accetti olio, latte, farina sia bianca che gialla, e legumi.
GRAZIE!

(marzo 2016)


Grazie dalla Commissione Caritas

La recente consegna che abbiamo ricevuto dal Banco Alimentare come conseguenza della raccolta nazionale avvenuta nei supermercati nel mese di novembre scorso,
ci pone nella fortunata condizione di poter affrontare le necessità dei nostri assistiti con maggiore tranquillità specialmente per ciò che riguarda, pasta, riso, pelati, legumi, tonno e omogeneizzati.
Vi chiediamo quindi di non portare in Chiesa, per il momento, gli alimenti di cui sopra, ma, naturalmente saranno ben accetti i seguenti alimenti dei quali abbiamo scarsità:
Olio di semi e d'oliva, latte a lunga conservazione, zucchero, farina bianca e farina gialla.
Un grazie sincero da parte della Caritas della nostra Unità Pastorale di Porto e Domo per la generosità fin qui dimostrata e per quanto vorrete fare nei prossimi mesi.

(febbraio 2016)


Da questo numero di Ottobre 2015, nel Notiziario Parrocchiale, troverà un suo spazio la Commissione Caritas della nostra Unità Pastorale. Desidera essere un luogo d'incontro oltre che per conoscere la realtà della nostra Caritas con le sue attività e le sue iniziative a favore delle famiglie in difficoltà residenti nel territorio ed altre situazioni di aiuto.

Tutti noi sappiamo che cos'è la Caritas.
Molti di noi sanno già che, nell'Unione Pastorale delle nostre Parrocchie di Porto e di Domo, esiste una Commissione Caritas che ormai lavora da molti anni prestando soccorso a chi ne ha bisogno: agli stranieri così come agli italiani… soprattutto agli italiani, perché in questi ultimi tempi, sono sempre di più le nostre famiglie a chie-dere un aiuto per poter tirare avanti.
Voi sapete anche che la Caritas è una solida realtà Cattolica: fatta di volontari che in modo del tutto gratuito e disinteressato prestano la loro opera al Servizio degli ultimi… di chi ne ha veramente bisogno.
E' del tutto evidente che la Caritas non è una di quelle tante cooperative e associa-zioni, nate dall'oggi al domani, per soccorrere i migranti o i più poveri con scopo di lucro - delle vere e proprie società che forniscono dei servizi - perché attirate dal business, e non unicamente mosse dal desiderio di provvedere ai più bisognosi, di fare del bene ai più poveri con la sola gratificazione di aver dato un aiuto concreto al prossimo che ne aveva un assoluto bisogno come invece fanno le donne e gli uomini della Caritas.
Queste magnifiche persone, che sono l'espressione della Carità Cristiana delle nostre Parrocchie, non ci chiedono, di volta in volta, d'aiutarle con grandi cose, con grandi gesti, con grande impegno del nostro tempo. Ci chiedono solo semplici atti di vera solidarietà.
Anche una sola cosa donata da ciascuno di noi è un bene grande. Aiutiamo, con un piccolo/grande gesto che non costa quasi nulla: un abito inutilizzato da anni che ab-biamo scovato in fondo all'armadio, che a noi magari non serve più ma che può di-ventare un bene prezioso per chi non ha nulla per coprirsi; o, ancora, una scatoletta di tonno, un pacchetto di pasta comprata in più al supermercato o in bottega, proprio con l'intento di donarlo a chi ne ha un assoluto bisogno per nutrirsi.


Risultati della raccolta prodotti alimentari di settembre 2015

La storia della nostra Caritas

Nell'autunno dell'anno 2009, grazie all'impegno di alcuni volontari e con l'approvazione del Parroco Don Walter, è stato costituita la Commissione Caritas dell'Unità Pastorale Domo - Porto Valtravaglia
Al fine di poter svolgere la propria attività Don Walter aveva messo a disposizione due locali ubicati all'interno dell'ex Casa degli Angeli.
Subito la Commissione si è attivata per poter ricevere dal Banco Alimentare della Lombardia con sede in Muggiò, oltre ai pacchi alimentari non deperibili anche quelli deperibili.
Per far fronte alle necessità che non possono essere soddisfatte dal Banco Alimentare vengono organizzati annualmente dei mercatini con vendita di prodotti preparati, in prevalenza, dai volontari.
Il ricavato viene utilizzato per l'acquisto di prodotti e per eventuali necessità stra-ordinarie degli assistiti.
Le persone che richiedono assistenza si rivolgono alla Sede Caritas di via Roma.
I volontari svolgono una prima indagine e, verificato l'effettiva necessità, si con-frontano con il Parroco e con i Servizi Sociali dei Comuni di Porto Valtravaglia e Castelveccana.
Ultimamente la quantità di generi alimentari inviati dal Banco Alimentare si è molto ridotta a causa dell'incremento della richiesta a livello nazionale.
Per sopperire al deficit si rende necessario intraprendere azioni di raccolta viveri straordinarie all'interno dell'Unità Pastorale, in quanto la Colletta Alimentare che si svolge una volta all'anno non è più sufficiente a coprire il fabbisogno.
Attualmente vengono assistite 10 famiglie, di cui 6 straniere e 4 italiane.
Oltre alla distribuzione di generi alimentari la Commissione svolge anche una atti-vità di raccolta e successiva distribuzione di indumenti e calzature, nonché di assi-stenza per lo svolgimento di pratiche burocratiche.
Attualmente la Commissione è composta da una decina di volontari.
Recentemente il Parroco Don Ervé ha messo a disposizione della Caritas nuovi e più funzionali locali sempre ubicati all'interno dell'ex Casa degli Angeli.

I Responsabili della Commissione Caritas

Una esperienza da ricordare!

Roma, 3 ottobre 2015

La mattina di Sabato 3 ottobre i volontari Caritas e del Banco Alimentare hanno vissuto una straordinaria emozione partecipando all'Udienza che il Santo Padre ha loro concesso.
E' stata l'occasione preziosa di poter avere i suoi suggerimenti nel portare avanti l' attività , spesso sconosciuta ai più, di lotta contro lo spreco.
In 6300 fortunati abbiamo affollato la Sala Nervi,(si stima che la presenza totale raggiungesse le 12000 persone) mentre coloro che non avevano potuto avere il pass per la sala, hanno seguito l'incontro da maxi schermi posizionati in Piazza San Pie-tro.Domenica 4 ci siamo ritrovati tutti numerosissimi in piazza per la preghiera dell'Angelus a gridare a gran voce il nostro affetto al Santo Padre e gli auguri per il suo onomastico.
Vi sono stati alcuni interventi di manager di multinazionali che hanno elogiato il la-voro del banco Alimentare che recupera le eccedenze dalla filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva per ridistribuirle gratuitamente alle strutture caritative che aiutano persone e famiglie bisognose. Questi alimenti, in quanto non più idonei alla distribuzione, andrebbero altrimenti distrutti.
Un ricordo sentito è andato alla memoria del fondatore del Banco Alimentare, Da-nilo Fossati, che nel 1989, supportato da don Luigi Giussani, costituì in Italia il Banco Alimentare ,con il primo magazzino a Meda (MI), seguendo gli esempi di John Van Hagel che nel 1967 fondò la prima "foodbank" a Phoenix in Arizona e di Bernard Dandrel che nel 1984 fondò a Parigi la Prima Banca Alimentare Europea.
E' stato anche ricordato che la prima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare in Italia è avvenuta nel 1997 e la prossima, alla quale siamo tutti invitati a parteci-pare avrà luogo il prossimo 28 novembre.
La gente ci domanda: l'avete visto bene? Beh, la risposta è: abbiamo visto una fi-gura bianca, lontana dalla nostra postazione, che veniva letteralmente "aggredita" da quanti volevano un saluto, una carezza, una stretta di mano…, ma abbiamo senz'altro sentito la solennità del momento: eravamo al cospetto del Papa, questo ci bastava e l'emozione del momento si faceva sentire con la lacrimuccia di commo-zione! Inevitabile quando Francesco si avvicinava ai bambini malati, agli anziani, agli ammalati. Esperienza da provare!!!
A noi volontari e sostenitori del Banco Alimentare che operiamo nelle quasi 9000 strutture caritative locali ha lasciato il messaggio di avere sempre speciale attenzione ai temi della povertà e dello spreco, cominciando dalla nostra famiglia e di essere sempre pronti, ogni giorno, ad individuare i bisogni del prossimo.

(a cura della Commissione Caritas)


PRIMA GIORNATA "CARITAS" 2009


Domenica 6 dicembre 2009 si svolgerà nelle parrocchie di Porto e Domo la prima "Giornata Caritas". Da diversi mesi alcune persone dell'unità pastorale insieme alla "caritas" di Castelveccana sono impegnate a non lasciar mancare il cibo a diverse famiglie o persone disagiate segnalate nelle parrocchie della Valtravaglia. Ma questo non basta più e avendo trovato anche un piccolo spazio nell'oratorio di Porto si stanno impegnando nella raccolta di alimenti e manufatti per le persone bisognose. Appena sarà pronto questo spazio verrà segnalato anche l'orario e i giorni della presenza di un incaricato.
Pertanto domenica 6 dicembre ci sarà una prima raccolta di fondi per rendere possibile sempre una più grande attenzione alle persone bisognose. Saranno distribuiti appositi manifesti e volantini per meglio sensibilizzare il maggior numero di persone a questa importante iniziativa


PROGETTO SOCIALE

Il Consiglio Pastorale ha attivato un Gruppo di Lavoro per studiare e avviare un "Servizio Sociale" basato sulla reciproca solidarietà e sull'aiuto offerto da persone che ne hanno la capacità e la possibilità. Il Servizio sarà efficace se potremo avere la collaborazione di molte persone, per poter rispondere alle molteplici necessità, spesso imprevedibili ed improvvise, soprattutto delle persone anziane o sole.

Abbiamo preparato un elenco di NUMERI UTILI: staccatelo dal Notiziario e tenetelo bene in vista in casa, in caso di necessità o richieste di aiuto.

C'è anche un piccolo QUESTIONARIO in cui sono elencate le richieste di aiuto più frequenti: chi è disponibile ad offrire qualche servizio (eventualmente anche a pagamento) è pregato di compilarlo e restituirlo in Parrocchia.

Sarà predisposto un elenco delle persone che si saranno rese disponibili ed il loro nome sarà segnalato a coloro che manifestassero necessità, per un contatto diretto.

Stiamo anche attivandoci per aiutare coloro che sono in cerca di lavoro, appoggiandoci alle Agenzie per il lavoro temporaneo.

Infine vorremmo mettere a disposizione i recapiti telefonici di badanti che hanno lavorato in zona e sono momentaneamente libere: chi avesse tali informazioni è caldamente pregato di comunicare il nome e il numero di telefono della badante alla Parrocchia.

Grazie a tutti per la collaborazione!


Progetto VESTI e RIVESTI

per raccolta differenziata di indumenti, scarpe e borse usati

 

Il progetto nasce dall'incontro di diverse esigenze:

la crescente cultura del riciclaggio dei rifiuti;

la necessità di valorizzare beni inutilizzabili che sovrabbondano, come gli abiti usati;

la ricerca di opportunità lavorative per persone disoccupate con particolare attenzione all'area del disagio sociale;

la rinnovata proposta della cultura della solidarietà, della sobrietà e la critica al consumismo;

il sostegno economico di iniziative e servizi promossi dalla Caritas Ambrosiana.

 

La nostra Unità Pastorale - in collaborazione con la Cooperativa ADAB, la Caritas Italiana ed il Comune - ha fatto installare tre cassonetti per la raccolta di indumenti, borse e scarpe

presso il parcheggio davanti al Mobilificio Rossi (via Muceno), davanti al Campetto del Piangiolo a Porto Valtravaglia e in Via Media Valle a Domo (quattro strade).


www.caritasitaliana.it