I santi segni e i simboli

 

L'Acqua
Per pregare bene occorre capire anche il significato di tanti segni e simboli che ci aiutano ad aprire il nostro animo a Dio.
Tutti sanno l'importanza che ha l'acqua.
Tanto apprezzata da essere la nostra "sorella" come la chiamava S. Francesco. Senza l'acqua non ci sarebbe alcuna possibilità di vita sulla terra. Quando la pioggia tarda per mesi come sta avvenendo quest'anno, subito la campagna ne risente, e tutti si preoccupano. Questo già ti fa capire perché l'acqua sia considerata da sempre elemento indispensabile presso tutti i popoli e le religioni.
Prova a pensarci: ti alzi al mattino e ti lavi. E se durante la giornata mentre giochi o lavori ti capita di sporcarti, ogni volta ti pulisci. Pertanto l'acqua serve per lavarsi e purificarsi.
Da qui il più immediato simbolismo. Oltre al corpo hai un anima. Come il corpo anche l'anima può macchiarsi (il peccato). Anche l'anima dunque ha bisogno di purificarsi. Ecco perché l'acqua fin dall'antichità è divenuta segno o simbolo di purezza interiore.
Entrando in una chiesa noterai come all'ingresso trovi quasi sempre delle vasche più o meno grosse di marmo o di pietra. Contengono acqua benedetta. Servono per intingervi le dita e bagnare nel segno della croce la fronte, il cuore e le spalle. La fronte, richiama l'intelligenza, il cuore richiama la volontà e gli affetti, mentre le spalle richiamano l'attività e il lavoro. Una volta c'erano anche gli acquasantini da appendere sulla parete della camera da letto e avevano la stessa funzione delle acquasantiere. Oggi sono diventate rarità. Un tempo i genitori vi intingevano la mano per poi fare il segno della croce prima di addormentarsi o prima di alzarsi all'inizio di una nuova giornata. Quando entri in Chiesa riprendi la bella abitudine di intingere la mano in una delle acquasantiere e segnati pensando al grande dono del battesimo che hai ricevuto.
Uno dei simboli dell'acqua è proprio questo. L'acqua che purifica il corpo purifica anche lo Spirito.

La Cenere
Sai che cos'è la cenere? E' ciò che resta di un ramoscello bruciato. Se la prendi in mano ti sporchi. La cenere ti ricorda le rovine di un incendio. E' dunque un segno di distruzione e di morte. Come vedi apparentemente non c'è nulla di buono nella cenere. Eppure anch'essa ha un suo significato positivo. Ti aiuta a riflettere. Davanti a un pugno di polvere ti viene in mente la fragilità delle cose e dell'uomo.
Nella Bibbia si racconta che "Dio formò l'uomo con la polvere del suolo". E questo sarà anche il tuo destino: "Tornerai alla terra perché da essa sei stato tratto". Ecco perché possono farci riflettere le ceneri: ricordano che noi siamo polvere. Tra l'altro ormai sempre più spesso vediamo fratelli che scelgono la cremazione al termine della loro vita e così spesso ci vediamo davanti una piccola urna che contiene le ceneri dei nostri cari. Per chi partecipa alle celebrazioni liturgiche in Chiesa sa come all'inizio della Quaresima ogni anno ci vengono imposte le ceneri sul capo proprio a ricordarci con l'invito a convertirci quanto noi tutti siamo fragili. E non vuole essere un gesto che suscita tristezza ma segno di un impegno che ci accompagna per tutta la vita.

Il fuoco
Non so se ti è capitato di vivere l'esperienza del campeggio. In montagna quando la sera è limpida, è usanza accendere un falò, e attorno al fuoco si chiacchiera, si ride e si canta. Il fuoco non solo rischiara ma riscalda. Crea cioè un'atmosfera di raccoglimento e di comunità. Fin dall'antichità era considerato un elemento molto prezioso. Ricordiamo nella bibbia l'episodio di Mosè quando Dio gli apparve sotto forma di un roveto ardente, e ancora la colonna di fuoco che faceva da guida al popolo di Dio nel cammino verso la terra promessa. Ma l'avvenimento per noi cristiani più importante è la Pentecoste: lo Spirito santo discende come una folata di vento impetuoso e lingue di fuoco si posano sugli apostoli riuniti nel Cenacolo.
Il fuoco è simbolo del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo, della vita sulla morte.

 

L'incenso
Se hai prestato un po di attenzione, avrai notato che la Liturgia riesce a coinvolgere tutta la nostra persona: anima e corpo. Sai che noi siamo dotati di cinque sensi: la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'olfatto. Ebbene persino l'olfatto partecipa alla liturgia. Ecco perché ti parlo dell'incenso premettendo qualche notizia storica. L'uso dell'incenso è antichissimo. In alcune regioni, per il clima caldo e l'aria pesante che regnava negli ambienti, esso serviva a migliorare l'atmosfera e a purificare con sostanze profumanti l'aria che si respirava. L'incenso è costituito da alcune resine che, bruciate, emanano un gradevole profumo, diffondendosi nell'aria. Nei riti dedicati ai morti serviva ad indicare la strada dell'aldilà, e alo stesso tempo a tenere lontano l'odore dovuto alla decomposizione. In certi casi, ad esempio nelle notti di burrasca, veniva bruciato per scacciare gli spiriti cattivi.
Ma il costo elevato delle resine profumate ha fatto sì che l'uso diventasse un privilegio delle famiglie benestanti. Venne in seguito usate per rendere omaggio e addirittura venerare l'imperatore riconoscendolo addirittura come Dio. Ma con il secolo 4° con l'imperatore Costantino le cose cambiarono e l'incenso entrò a poco a poco anche nel culto cristiano.
Ecco allora la domanda: che significato ha l'uso dell'incenso nella liturgia della Chiesa? E' un richiamo ad innalzare la nostra lode e la nostra preghiera a Dio. Il salmista esclamava: " Come incenso salga a Te la mia preghiera, le mie mani alzate come sacrificio della sera". L'incenso inoltre crea una atmosfera solenne di gioia e di festa, e manifesta il rispetto e la riverenza verso una persona o verso un simbolo di Gesù Cristo. Ecco che allora si incensano l'altare, la croce, il libro del Vangelo, le offerte, i ministri dell'altare. Si incensano anche i fedeli presenti. Che onore! L'onore di essere partecipi al sacrificio di Gesù!
Quando si usa l'incenso?
Nelle celebrazioni eucaristiche solenni, o anche nella liturgia delle ore, o nell'esposizione solenne dell'Eucaristia e infine nelle esequie per i defunti.

La luce
Avrai notato appena entri in una Chiesa una lampada rossa vicino all'altare. Rimane accesa di giorno e di notte, per segnalarti che lì, nel tabernacolo, è presente il nostro più grande amico, Gesù, che si è definito "luce del mondo". La luce è uno dei simboli più suggestivi per indicare Dio stesso. Un giorno Gesù aveva dichiarato:" Io sono la luce del mondo, chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Oltre alla lampada rossa del S:S. Sacramento ti vorrei ricordare altre luci. Avrai senz'altro partecipato a una fiaccolata o magari avrai acceso una candela davanti all'immagine della Madonna.
Una candela che arde! Non ti dice nulla? Prova ad osservare con attenzione un cero acceso. Esso rischiara e crea una certa atmosfera, soprattutto quando la chiesa è in penombra. E mentre diffonde calore e luce vedi che lentamente si consuma. Può essere richiamo al tempo che passa, ma anche alla nostra vita, quando si consuma per gli altri diffondendo amore e verità. Ma c'è di più: non pensi mai alla fede che ha spinto una persona ad accendere quella candela? Perché l'avrà fatto? Quante sofferenze magari dietro una candela!
Tra le tante candele una poi non la puoi dimenticare. E' la più grossa, su un piedistallo sull'altare o vicino al fonte battesimale. E' il Cero Pasquale, il simbolo del Signore Risorto. Un cero che viene acceso il giorno del tuo battesimo e del tuo funerale. E infine le luci davanti alle tombe che stanno ad indicare l'attesa di Cristo, la speranza della risurrezione, la fede nella vita eterna.


L'olio
Come è grande il Signore, che sa imprimere nelle sue più umili creature i segni misteriosi della sua presenza. Fin dai tempi antichi l'Olio è simbolo di salute, di benessere, di pace. Lo si usa in cucina per i cibi, come combustibile, lo si sfrutta per le sue proprietà terapeutiche nella cosmetica, nello sport. Ma voglio fermarmi a una particolare Unzione quella che avveniva in occasione della consacrazione di un Re, di un sacerdote, di un profeta. Perché tale unzione? Si riteneva che l'olio trattenesse un'energia particolare, religiosa, di natura addirittura divina. Unto era colui che veniva scelto da Dio. Anche i cristiani nel corso della loro vita ricevono diverse unzioni. Pensiamo all'olio dei catecumeni, degli infermi, del sacro Crisma.