Porto, 6 - 7 maggio 2017

6 Sab Sante Quarantore a Porto
ore 9,30 santa Messa
inizio esposizione della santissima Eucarestia
(fino alle 19,00 con turni di adorazione)
Presenza per le sante Confessioni

7 Dom Sante Quarantore a Porto
ore 10,00 santa Messa e adorazione 10,45 - 18,00 (turni di adorazione)
ore 18,00 santa Messa e solenne chiusura delle Sante 40 ORE

 


"SANTE QUARANT'ORE": UN AUTENTICO DONO LOMBARDO!

E sì, è verissimo! Il pio esercizio delle "Quarant'ore" nasce proprio dalla Fede della nostra gente, in Lombardia, in particolare a Milano quando, nell'ormai lontano 1527, tale Padre Antonio Bellotti, ideò una cosa meravigliosa: esporre per ore intere, in favore dei fedeli della Chiesa del Santo Sepolcro, la Realtà Visibile di un Mistero Grande come quello del Corpo Eucaristico di Gesù, il Buon Pastore in mezzo al suo Gregge.
Per molti anni le "Quarant'ore" furono delle parentesi gioiose in cui si faceva festa ed era palpabile la felicità e l'allegria di stare con Gesù: si allestivano i mercati, si facevano le fiere e c'era tanta gente in giro.
Col passare del tempo, però, le "Quarant'ore", da festa di serenità e letizia, chissà perché, (forse per il gusto di chi vedeva nell'amarezza e nel grigiore dei valori molto positivi) si trasformarono in un addoloratissimo rito in cui si faceva penitenza, ci si concentrava sui peccati, si condannavano i "nemici" della Religione e della Chiesa, si espiavano le offese al Santissimo Sacramento e si piangeva. Non si sorrideva più, non si era più contenti di scrutare la meravigliosa realtà della presenza Vera e Reale di Gesù in mezzo al suo Popolo! Improvvisamente, qualcuno cambiò le regole della felicità del sentirsi Cristiani. Con il Signore visibilmente presente, guai a ridere e ad essere contenti! …Ma come?! Se vedo mio padre, mia madre, i miei fratelli; se vedo i miei nonni, le mie nonne, le mie zie; se vedo mia moglie, mio figlio, mia figlia, i miei nipoti, un amico, un'amica, il mio gatto, il mio cane, io sono felice! E allora perché se mi capita di vedere il mio Dio, devo essere assolutamente triste e depresso?! …E' del tutto illogico, certo, ma anche storicamente vero. Ad un appuntamento meraviglioso come lo è quello con Gesù Eucaristico - la tristezza e i sensi di colpa presero il sopravvento. In pratica, s'approdò ad un totale capovolgimento di senso: dallo Splendore del Corpo di Gesù, al Buio del Sepolcro! Ci si concentrava sui peccati e sulle fiamme dell'Inferno, non sulla gioia di essere salvati! Fino a tutto il Concilio Vaticano II (1962-1965), si preferiva far contemplare l'Inferno piuttosto che il Paradiso. Gesù, era pensato come un potente guerriero vittorioso sui tutti i nemici ed implacabile con i peccatori!
Poi, con il Concilio Vaticano II, c'è stata la svolta. "Si ritorna alle origini!" ha con-cordato la maggior parte dei Padri Conciliari. Infatti, da quel giorno tutto cambia… ma non per tutti, perché cambiare le abitudini non è poi così facile e ci vuole il suo tempo! Così le "Quarant'ore", o meglio, con una paroa più attuale, "Le Giornate Eucaristiche", non di rado sono tuttora concepite come una tristissima veglia funebre alla presenza di un morto! Una cosa orrenda che non attrae più nessuno se non chi considera la Vita Umana un tristissimo campionario di sofferenza e patimenti.
Tuttavia, nonostante queste comprensibili resistenze, sulla scorta di quanto stabilito dal Concilio Vaticano II, al giorno d'oggi si è diffusamente tornati alla gioia di quell'incontro con Gesù che sta in mezzo a noi, vivo e risorto.
È un ritornare all'origine; un origine che come si è detto all'inizio è soprattutto no-stra, perché le "Sante Quarant'ore" sono rigorosamente nate nella nostra Arcidiocesi, sono nate da un'intuizione geniale della nostra gente! Concludo con una "curiosità storica". È una cosa che molti sanno già e altri no. Le Quarant'ore sono il tempo durante il quale il Signore Gesù è passato dalla morte alla Risurrezione! Questo calcolo l'ha fatto un uomo davvero eccezionale: Sant'Agostino d'Ippona (354-430 d.C.) un autorevole Padre della Chiesa vissuto tanto tempo fa.