PORTA UNA POESIA DAVANTI AL PRESEPE

 

Edizione 2012 - 25° dei Presepi


La settimana preecedente il Natale (dal 17 dicembre al 23) è stata caratterizzata dall'inaugurazione dei presepi delle frazioni dell'Unità Pastorale Porto - Domo: un successo della tradizione che ha visto la realizzazione di presepi originali ma sempre coerenti con i ricordi della nostra infanzia. Quest'anno si è aggiunta la novità. L'invito rivolto a tutti di presentare una poesia o una riflessione sul Natale, ha prodotto oltre quaranta opere, una ventina di pensieri e una ventina di poesie, alcune anche in dialetto, che gli autori hanno presentato davanti al presepe della loro frazione. Sono stati momenti davvero emozionanti, anche per coloro che hanno letto i propri testi davanti ad un pubblico attento, in un'atmosfera resa ancor più intensa da appropriati sottofondi musicali tratti da pive e pastorali. Le riflessioni del breve rito religioso sono state guidate da don Walter su testi preparati dal diacono Luca Costantini e accompagnate dai canti della tradizione. Nel corso dell'ultima serata sono anche consegnati agli autori delle riflessioni e poesie gli attestati di partecipazione a questa iniziativa che ha contrassegnato il venticinquesimo dei presepi della Valtravaglia.


Prima serata: Musadino, 17 Dicembre 2012

 

EL ME' NATAL

Che bèl svegliass la matina de Natal,
corr sotta l'alber a cercaa i regàl,
ma dopo el mument dell'emuziùn
te ciapava anca un grand magùn.

Nel sciùk o nella scatula di scarp
gh'era san Giusepp, la Madona cul Bambin
e davanti el pastòr cul sò berìn,
in tera el resegusc e 'na quai foia.

De luntan se vedeven i re magi,
'na quai palma spelecàda,
un cammèl, 'na casetta illuminada,
e la carta d'argenta nel fiumett.

El pin l'era bel verd, pien de mandaritt,
'na quai caramela, i spagnulett
sui ramm insema ai turrunzitt,
coi balett de véder culuraa, la stela la faseva effett.

Insomma: gh'era tutt... e un bel nagòtt,
ma sérum tutt alégher e cuntent,
se poeu vegniva un quai bel fiocc
mèi, anca mò, gh'era la nev:
l'era propi Natal come se dev.

E poeu la sira, quand se nava in lett
la nonna e el gatt me faséven cumpagnia,
pregavum el Bambin ch'era nasù
e mormoravi sottvos l'Ave Maria.

(Filippo Colombo)

 

 

C'ERA UNA VOLTA… (IL MIO NATALE)

C'era una volta il Santo Natale
quando arrivava il Bambino Gesù.
Un dono avvolto in carta giornale,
ai bambini buoni, portava. E tu?
Tu sei felice davanti al Presepe
con il pastore e la pecorella.
È nato il pargolo, porta la pace,
andate, andate, ecco la stella!
E guardi assorta quel piccolo paese
fatto di muschio, di sassi e di alloro;
l'ha fatto la mamma, è questo il mese
"Canta bambina, facciamo un coro…"
"Tu scendi dalle stelle…
E vieni in una grotta…"

(Rosa Isabella)

 

GESU' BAMBINO

Gesù Bambino,
Anch'io sono stato bambino
custodito da mamma e papà.
Vissuto in povertà (ma tanta
felicità).
Aspettavo il Santo natale, per il
dono meritato.
Ora aspettano Babbo Natale.

(Rolando Cova)

 

 

C U R I O S I T A'

La sera di un freddissimo inverno, un ambulante
di giocattoli osservava la volta del cielo, tra=
puntata di stelle, allimprovviso una piccola ma
più luminosa precipitò sulla Terra e si fermò
su una casupola isolata.
L'ambulante incuriosito si avviò verso quella
costruzione : aveva la porta spalancata ed
all'interno due genitori cullavano amorevolmente
il loro bambino nato da poco tempo, l'osservò
e chiese alla mamma il nome del piccolo ed ella
con tanto garbo rispose "G E S U'"…..

(Federico Vagliani)

Seconda serata: Ligurno, 18 Dicembre 2012

Pensiero natalizio con riferimento alla "preghiera eucaristica"

…et Verbum caro factum est
et habitavit in nobis

Il Natale è l'annuncio che il Mistero si è rivelato a noi assumendo con la Sua
Incarnazione la nostra natura.
Così, attraverso il sacrificio eucaristico, le nostre offerte per la potenza dello Spirito diventano la vittima immolata per la nostra salvezza e noi possiamo essere in Cristo un solo corpo e un solo spirito e diventare un sacrificio perenne gradito al Signore.
San Paolo può allora dire per "la potenza che già opera in noi":
"non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me"
e Sant'Ilario di Poitiers:
"la nostra divinità è l'umanità di Cristo in noi".

(Cesare Bassi)

 

Pensando a te

A te che sei nell'Amore immenso,
che vivi nella pace
e nell'abbraccio Supremo.
È per sempre il tuo Natale,
senza ansie, umani accorgimenti,
doni, sprechi, lusinghe delle genti!
E' l'Avvento che ci accresce,
è la Venuta che ci unisce.
La certezza del Suo amore,
culla il cuore di ogni uomo.
A te che sei nell'Amore immenso,
dona a noi la pace del cuore,
in attesa del Natale eterno,
dove tutto è solo Amore!

(Giovanna Salvalaggio)

 

Davanti al presepio

Guardavo il presepio Gesù.
Lo guardavo con gli occhi: che gioia, che stupore!
Ti guardavo, Gesù, nella tua mangiatoia.
La tua Mamma, il tuo Papà: quanto amore!
Il bue, l'asinello: quanto calore!
I pastori e le pecorelle,
le statuine nei loro colori brillanti, sempre indaffarate!
I re Magi, la stella cometa, tante luci colorate!
Ti guardavo, Gesù, mia gioia. Ti dicevo: "gioca con me!"

Ora guardo il presepio, Gesù. Lo guardo più di allora!
Lo guardo con gli occhi del cuore.
Ti guardo Gesù nella tua mangiatoia: quanto amore! Tutto come allora!
I pastori forse più stanchi,
le statuine indaffarate ora sbiadire, usurate dal tempo sembrano più piccole,
ma come allora tutti accorrono a Te.
Ti guardo Gesù nella tua mangiatoia.
Ti guardo con gli occhi e le lacrime del cuore
Mia forza, mio unico amore
Ti sussurro: "Te lo dono tutto il mio cuore"

(Giovanna Salvalaggio)

 

Poesia di Natale

Il Natale è una festa speciale,
con addobbi e lustrini,
si voglion più bene i grandi e i piccini.
Oggi è Natale i 25 Dicembre,
è nato il bambino per oggi e per sempre.
Il Natale non finirà,
a tutti gioia nei cuori e tanta felicità!!!

(Elisabetta Bertagnon e Sabina Sartori)

 

Tutti a Natale

Tutti a Natale sono felici
Per l'arrivo del Figlio Divino
Che in un giorno freddo e grigio
È diventato un Re bambino.

Allora tutti festeggiano
Questa notte santa
In cui Gesù venne al mondo
Per redimerci dal peccato
Che originariamente era stato creato.

(Samuele Bertagnon)

 

Terza serata: Sarigo, 19 Dicembre 2012

 

Grido silente

Natale è un giorno di gioia
in cui tutti si senton più buoni
ma intanto risuona nell'aria
in triste richiamo di aiuto:
è un urlo che nasce dal cuore
è un urlo che supera i monti
arriva alle vette innevate
ove l'aquila regna sovrana.
Poi scende sulle onde impetuose
di grandi distese dei mari
e ritorna a gridare ma invano
nessuno lo sente perché
è questo un grido silente
che nasce dai cuori dei bimbi
violati, percossi, incompresi,
che cercano un po' di conforto.
Fa in modo Gesù che il Natale
apra i cuori induriti
e possano i grandi udire
il tragico grido di aiuto.

(Gianfranco Castelli)

 

Desiderio di maternità

Come albero ormai spoglio
tendo i miei rami al cielo
come imploranti braccia
che chiedono: perché?

Perché a me è negata
la gioia d'esser mamma?
Perché a cotesto lume
manca una viva fiamma?

Canto una nenia triste
stringendo il nulla al seno
mentre guardo impotente
quest'arido mio ventre.

Tu o Gesù vedesti
la gioia di Maria
che dopo il lieto annuncio
rispose così sia.

Ti prego stammi accanto
nel sogno che accarezzo
ridammi la speranza
di un piccol frugoletto!

(Fiorenza Castelli)

 

Quarta serata: Saltirana, 20 Dicembre 2012

 

Natale 2012

- Cosa te porta ul Bambin? -
- Un nagutin d'or fai su in una foia de brug -
Però
su nel ciel celestin
i tegn cunt de tutcos
anche se al presepi
te diset duma' un'avemaria
tuta de sfros

(Primo Minetti)

 

Eccoci qui!

Eccoci qui a guardare le stelle,
sotto la neve bianca e cristallina,
eccoci qui a mangiar caramelle,
con una grande acquolina,
eccoci qui a pensare ai regali,
di Natale ovviamente,
eccoci qui a metterci gli stivali,
con il pelo naturalmente,
eccoci qui a cantare in coro,
le canzoncine natalizie,
eccoci qui a mangiare i Pandoro,
oppure altre delizie,
ma siamo qui per una cosa sola,
per vedere nascere Gesù bambino,
che con tanto affetto noi abbracciamo.

Vecchi e bambini insieme stiamo,
e Don Walter ringraziamo,
per queste speciali sere d'avvento,
che ci trovano da 25 anni in raccoglimento,
ad aspettare Gesù bambino.

(Susanna Fazzi)

 

Natale

È l'immensa gioia della mamma
che "finalmente" vede e può
tenere tra le braccia il
proprio bambino e lo strazio
infinito del sapere già
che il figlio sulla Croce
sconterà i peccati di tutti

(Germana Barassi)

 

Quinta serata: Torre, 21 Dicembre 2012

 

Il Piccolo Gesù

Una stella scintillante,
nella notte splende e illumina
una piccola capanna
dove un bimbo fa la nanna.
È il piccolo Gesù,
il nostro Salvatore,
che porta nella vita
felicità, pace, amore.

(Camilla Valmaggia e mamma)

 

Pensieri personali sul Natale

A volte viene da chiedersi che senso ha festeggiare ancora il Natale dopo 2000 anni… dopo che l'esperienza della vita ti ha insegnato a guardarti intorno e a vedere la sofferenza umana e spirituale che ti circonda. Il Natale di oggi incomincia all'inizio di Ottobre con le sue luci scintillanti e i carillons che ripetono all'infinito le stesse note nei diversi centri commerciali in gara per rubarsi l'ultimo cliente che purtroppo stroncato dalla crisi ha ben poco da spendere: cuore e portafoglio vuoti…
Ma allora…? Allora per me il Natale è ancora gioia quando guardo i vispi occhietti dei miei bambini colmi di speranza e di entusiasmo che mi domandano con l'innocenza dell'infanzia: "Maestra ma da te arriva Gesù Bambino?" Per me Natale è preparare con loro dei piccoli oggetti colmi d'amore per mamma e papà. I miei piccoli mi insegnano ogni anno ad aspettare fiduciosa il "Grande" bambino perché come scrivevo quando avevo anch'io otto anni…
"Un giorno nel mondo qualcosa è accaduto un bimbo piccino dal cielo è venuto, portava perdono, pensieri di pace quel pargol che è nato, il mondo ha salvato!"
Questo per me è Natale ….accogliere la venuta di nostro Signore, il Salvatore, con la certezza che finché ci sarà un bimbo tra noi la speranza non ci può abbandonare!" BUON NATALE!

(Orietta Spozio)

 

(Erano gli anni Sessanta)

Erano gli anni Sessanta,
quando un bambino
cercava il muschio per il presepio,
insieme a suo padre,
il sabato pomeriggio.
Con la mamma poi
si disponevano le statuine,
mentre il calore della stufa a legna
riscaldava la capanna
di piccoli tronchi raccolti nel bosco.

Ci sono i ricordi che scaldano il cuore
nelle fredde giornate d'Inverno,
anche se nella casa
mancano le persone di allora.
Ma se nell'animo rimane il Bene
prima o poi il sereno ritorna.

I caloriferi adesso
riscaldano la casa e la capanna
mentre in un angolo
la vecchia stufa sembra sorrida:
E' papa il figlio di allora
e guarda il suo bambino
preparare il presepe
con la mamma.

(Charlie)

 

Sesta serata: Porto, 22 Dicembre 2012

 

Notte di speranza.

C'è la crisi, mancano i sorrisi;
C'è paura, la strada davanti a noi, non è più sicura.
C'è il dolore, sempre lì, in fondo al cuore.
Ma c'è un domani che ci aspetta,
decisioni da prendere, senza fretta.
C'è l'amore, in quella culla,
contro il male e contro il nulla.
C'è un bambino, che guarda lontano,
c'è il futuro, nella sua mano.

(Angelo Fontana)

 

Pensierino - Natale 2012

Quando si avvicina il Natale io sono molto contenta perché mi piace preparare il Presepe.
Alla mattina del giorno di Natale metto Gesù Bambino nella sua culla di paglia nella grotta.
Lo prego e lo ringrazio perché penso a quanto sono fortunata io che ho sempre avuto un lettino comodo, ma penso anche a quanti bambini soffrono ancora perché sono troppo poveri.
Prego Gesù Bambino perché mi aiuti a comportarmi sempre bene e a cercare di aiutare i bambini meno fortunati di me.

(Adele Fontana)

 

Riflessione natalizia - Natale 2012

L'uomo cresce, Gesù resta sempre "Gesù Bambino".
L'abbiamo conosciuto quando anche noi eravamo bambini.
Oggi lo ammiriamo con la stessa gioia festosa di allora, ma i doni che gli chiediamo non sono più il trenino o la bambola.
Oggi sentiamo di aver bisogno del Suo aiuto, del Suo sostegno in tutte le avversità della vita e glieli chiediamo qui davanti alla grotta.
Lo preghiamo perché l'uomo guardando Gesù Bambino riprenda l'innocente serenità del bambino e ami il suo prossimo senza invidia, pregiudizi e distinzioni.

(Paola Martignoni Cusatelli)

 

Natale 2012

La notte è piena di stelle
di luci che sembrano fiammelle
per annunciare al mondo intero
la nascita del Bambino Gesù

Una stella ci guida al cammino
fino alla grotta di Gesù Bambino
Su poca paglia è deposto
un bimbo che sarà il re dei re

I pastori portano doni
stupiti si chinano proni
e ammirano il bambino
che giace tra Maria e Giuseppe

Anche noi siamo alla capanna
per cantare il nostro osanna
per ripetere a Gesù Bambino
che lo amiamo sempre più

Gli chiediamo di ascoltare
l'umile preghiera
che gli rivolgiamo questa sera:
aiuta l'uomo a diventare più buono.

(Paola Martignoni Cusatelli)

 

Settima serata: Domo, 23 Dicembre 2012

 

Notte coi nonni

In questa epoca dominata dal consumismo, non vedo, per le strade, nei negozi, un segno che ricordi il vero significato della festa cristiana più bella dell'anno: la nascita del Salvatore; E mi torna, dolcissimo, il ricordo del Natale della mia fanciullezza, il Natale coi nonni.
La casa dei nonni era grande e silenziosa e si animava quando arrivavamo noi ragazzi per le Feste.
Erano giorni di allegria, di trepida attesa. Si andava alle tre Messe di Mezzanotte. La chiesa, gremita fin sugli scalini degli altari, splendeva di luci, di suoni, di fiori.
Al ritorno, percorrevamo il paese intirizziti, intimoriti dagli spari a salve che scoppiettavano da ogni angolo e cantavamo a mezza voce: "Tu scendi dalle stelle …".
A volte dovevamo attraversare il giardino reso magico dalla neve.
Finalmente, eravamo ammessi nello studio per ammirare il Presepio che lo zio Guido aveva allestito, in gran segreto, chiuso per giorni nella stanza.
Erano momenti di gioia immensa, di pace, di serenità.
Ci sentivamo storditi dalla stanchezza e dagli aromi che permeavano la stanza, quello dolciastro della cioccolata che la nonna serviva, quello pungente dei rami di alloro tutt'intorno, quello acre del sego delle candeline e quello molle del muschio inumidito.
Infine, su, per la scala interna di pietra, verso le camere, in fila indiana, il nonno in testa, ciascuno con la candela in mano, cantando: "Tu scendi dalle stelle….".

(Giovanna Galimberti)

 

Natale nel ricordo

L'innocenza ricordo
impolverata…
qualche cosa sfugge alla mente,
ma non la notte magica e fatata
tra le stelline
e le candele accese
d'un Natale povero e lontano
Con tutta la famiglia lì riunita
in una casa bella
di povertà vissuta
nella totale gioia della vita.

(Giovanna Galimberti)

 

L'Augurio

Nelle usanze tradizionali natalizie ucraine vi è quella dell'Augurio col Grano, essendo sempre stata l'Ucraina il "Granaio d'Europa".
I bambini passano di casa in casa spargendo chicchi di grano cantando il loro Augurio:

Spargi, spargi e ancora spargo,
auguro fortuna e felicità.
Per Natale e Capodanno
i miei Auguri di tutto cuore.
Che una stella luminosa brilli dentro ognuno di voi.
Che in questa felice ora di Natale
il vostro cuore sia sereno.

(Mariya Nemish)

 

Nòc de Natal - Ul Presepi -

Un Cherubìn el vulava sora ai cà
e'n pìn splendent l'ha tirà la sò atenziùn
propri perché l'eva scià Natal
e lu el gh'eva de fa na cummisiùn.

El dueva pasà dent par na finestra
Indoa arent a la prea dul camìn
na quasi Mama cun na gugia infiràda
la metèva insèma un bauscìn.

Sul tavul di statuèt ben piturà
ieva lì che speciava la màn
dul quasi Pà che cun emuziùn
el pugiava pastur e pègur in di cantùn.

Se furmava inscì cun tanto ingègn
stradèt, capàn e stecà de legn:
e in mèz a tuta sta roba bèla
su 'n tèc de paja l'ha tacà na stèla.

L'Angiul puse ammò che intirizì
l'ha resistu fintant chi g'ha dervì:
ul Tusèt l'eva nasu debùn
e la Mama e'l Pà ieva in aduraziùn.

Inscì l'ha mirà la pusiziùn
e l'è stai là senza pu fa segn
tra na cumeta e'n tuchèt de cumpensà,
cuntent e sudisfai per ul sò impegn.

In dul Presèpi mo gh'è na grand lus
e la fioca la sbianca la campagna:
ghìè na vus che canta "nina nana"
che se scunfund cu'l son d'una campana.

(Ausilia)

 

Il Natale

"Il Natale è un dono, una scintilla di luce che si rinnova ogni volta con la sua tenerezza, un Mistero fuori dal tempo che porta in una dimensione dove tutto può accadere, dove la Pace è buona come il Pane degli Angeli"

(Ausilia)