Venerdì 9, 16 e 23 giugno 2017
Tenda della Parola

Tre sere per incontrare la Parola di Dio nella Comunità
come Chiesa in uscita


Facciamo riferimento ad un passaggio del discorso che ha rivolto papa Francesco nel 2015 al Convegno di Firenze: "Voi uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (cfr Mt 22,9). Soprattutto accompagnate chi è rimasto al bordo della strada, "zoppi, storpi, ciechi, sordi" (Mt 15,30). Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo". In queste parole del papa, troviamo l'indicazione ai cristiani cattolici italiani del grande compito per il nostro tempo, segnato dalla creatività e dal travaglio tipici di ogni cambiamento d'epoca. Quando si presentano nuove sfide, addirittura difficili da comprendere, la reazione istintiva è di chiudersi, difendersi, alzare muri e stabilire confini invalicabili. È una reazione umana, troppo umana. Tuttavia i cristiani hanno la possibilità di sottrarsi a questo rischio, nella misura in cui diventano davvero consapevoli che il Signore è attivo e opera nel mondo: non solo nella Chiesa, ma proprio nel mondo, proprio dentro e attraverso quel cambiamento e quelle sfide. Allora si apre una prospettiva nuova: si può uscire con fiducia; si trova l'audacia di percorrere le strade di tutti; si sprigiona la forza per costruire piazze di incontro e per offrire la compagnia della cura e della misericordia a chi è rimasto ai bordi. Questo è il "sogno" di papa Francesco per gli uomini e le donne che testimoniano Cristo oggi in Italia. Dipende da noi metterci cuore, mani e testa affinché questo "sogno" possa diventare realtà. Condizione essenziale è quella di riconoscere che "uscire" non costituisce un'attività particolare accanto ad altre, bensì rappresenta lo "stile", ovvero la forma unificante della vita di ciascun battezzato e della Chiesa nel suo insieme. Infatti, come ha rimarcato il papa, "l'umanità del cristiano è sempre in uscita.

(...) La forma strutturale della Chiesa in uscita è la relazione rinnovata con chiunque, specialmente con i poveri e i cosiddetti lontani. Forse è proprio questo che permette al "sogno" di papa Francesco di diventare realtà: si tratta di non limitarsi ad assumere l'atteggiamento delle sentinelle, che rimanendo dentro la fortezza osservano dall'alto ciò che accade attorno, bensì coltivare l'attitudine degli esploratori, che si espongono, si mettono in gioco in prima persona, correndo il rischio di incidentarsi e di sporcarsi le mani. D'altra parte, i discepoli del Signore sanno che non si esce per dare un'occhiata, ma per impegnarsi nel viaggio senza ritorno che è l'esistenza segnata dalla passione per tenere vivo il fuoco dell'Evangelo, quel fuoco che è capace - oggi come sempre - di illuminare la strada verso l'autentica umanizzazione.

Don Duilo Albarello* docente di teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia settentrionale
da AVVENIRE 13 novembre 2015


Ci presenterenno la loro testimonianza:

09 Giugno: Incontro con RAYMOND BAHATI

E' laureato in psicologia ed è il direttore del Coro multietnico Elikya. Venticinque sono i componenti con un'età media tra i 20 e 30 anni "il più giovane ha 14 anni il più anziano 45. Il 33enne originario della Repubblica Democratica del Congo, ed è in Italia da 13 anni.
Per il direttore del coro la bellezza non è un assunto dato per sempre "è un processo che si costruisce e ognuno trova la sua strada. Purtroppo nel mondo di oggi il rischio è la banalizzazione, la bellezza non è valorizzata perché la si scambia con l'apparenza, con qualcosa di effimero".
E c'è anche un'altra bellezza che sottolinea "quella della diversità" che nasce dalle molteplici provenienze culturali dei giovani che fanno parte del coro. "

16 Giugno: Incontro con MARCO CLEMENTI
Laureato all'Università cattolica di Milano, sposato lavora alla Rai per il TG1.
Ha detto: "Se è giusto prestare attenzione, conoscere e interpretare la realtà che ci sta accanto, intervenire e assumere responsabilità in ambito locale, è altrettanto doveroso alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio. I mass-media ci pongono davanti agli occhi, quotidianamente, l'intero panorama della scena mondiale; ma l'incalzare delle notizie ci rende meno sensibili."
Il giornalista legnanese ha realizzato numerosi servizi per il TG1 sia da paesi tormentati come quelli del Nord Africa, sia dagli Stati Uniti, sia da alcune delle nazioni emergenti come la Cina, è testimone delle emergenze nelle aree calde del mondo.

23 Giugno: Incontro con DANILO CENTRELLA
Danilo Centrella, 45 anni, medico specialista in urologia all'Ospedale di Gallarate, è stato tra i 70 medici italiani che hanno prestano lo scorso anno il loro servizio professionale ed umanitario, assieme al gruppo onlus 'Sulla strada ', in Guatemala. Questa associazione organizza viaggi per curare i malati e raccoglie sul posto le persone povere che soffrono di diverse patologie ove le varie equipe mediche che si alternano secondo la propria specializzazione e competenza cercano di farle guarire.
Centrella ha documentato questa straordinaria esperienza umanitaria tramite le pagine di Facebook: basta vedere le foto scattate da Danilo che valgono più di molti commenti e parole. Basti pensare che ad attendere l'arrivo dei volontari medici e paramedici, donne e bambini, aspettano anche un anno, sopportando molto spesso dolori, sofferenze e rischiando terribili infezioni. Le categorie dei poveri in Guatemala non hanno diritto a essere curati , in quando le cure mediche di base sono tutte a pagamento. In questo stato sinora i vari centri volontari di salute funzionano grazie all' apporto del personale medico e paramedico italiano che a turni passa circa un mese a lavorare gratuitamente mettendo a disposizione professionalità , tempo, e spesso anche la loro vita, perché questa in questo Stato il prezzo di una vita umana vale veramente poco.